Dai commenti di Laura Lepri:

Si tratta di materiale vario, brevissimi racconti o frasi singole, dal chiaro sapore aforistico, racchiusi in una struttura di cinque sezioni alfabetiche […] a loro volta composte da capitoletti numerati, intervallati e conclusi da due lunghe note esplicative, anch’esse rigorosamente incasellate e indicate nel sommario. Questa classificazione, come anche l’evidente libertà del contenuto, è spia immediata di un amore per il paradosso visibile in più di un aspetto. Il titolo ci fornisce già due indicazioni forti. Da una parte cita le parabole, quindi richiama il Libro per eccellenza, evocato tramite personaggi (come il profeta, Lazzaro) o concetti ( la parola che sta all’inizio della Creazione). Dall’altra si riferisce al qui pro quo, lo scambio in senso letterale, visto più come occasione poetica che come equivoco esistenziale, nato da una vicinanza del segno o del contenuto ( un esempio a pag. 10: Lei mentiva sapendo di mentuccia.), o dall’amplificazione logica ma infine paradossale di una situazione comune, quotidiana, fino a travalicarla o a mutarne il segno, come nell’episodio di pag. 14, dove l’innocente, inconsapevole gioco di una ragazzina a una fontana desertifica il monda e manda uno zampillo d’acqua fino alle stelle. Alcuni temi ricorrono con più frequenza: l’autore esplora il concetto del tutto, il rapporto tra la verità e la finzione, quello tra la concretezza e l’astrazione.

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