Gli gnomi




Gli gnomi? Sì, gli gnomi!


Da moltissimi anni questi piccoli esseri fantastici mi accompagnano o se ne stanno in disparte nel loro mondo naturale, sempre disponibili ad un nuovo appuntamento con me.
Ho incontrato lo gnomo come inquietante, impalpabile presenza dentro di me. Una presenza che mi obbligava a prendere atto del mio primordiale retroterra connettendomi, direttamente, col resto del mondo animale, con le piante, con la vita del nostro pianeta. Come un piccolo araldo lo gnomo mi ha aperto gli occhi mostrandomi, nella concretezza della natura, le mille vaghe e sotterranee connessioni che da un lato compongono quello che noi oggi chiamiamo il nostro ecosistema e che, nel contempo, alludono agli spiriti e alle figure fantastiche che hanno popolato il mondo nel quale abbiamo vissuto durante la nostra lenta evoluzione, la nostra (vera o presunta) emancipazione dal giardino dell’Eden.
Per decenni, scarabocchiando soprappensiero o pasticciando sulla mia rubrica durante una telefonata, vedevo comparire strani omarini primitivi e un po’ scimmieschi. Corrispondevano, per molti versi, all’iconografia classica dello Gnomo per come lo si rappresenta nelle favole per bambini. Ma avevano, allo stesso tempo qualcosa di meno bonario, di più selvatico.
Gnomi – mi sono detto. E sono andato alla ricerca di fonti che mi raccontassero qualcosa di più su questi piccoli esseri comparsi con tanta insistenza nella mia vita e sulla percezione che nel tempo e nei vari paesi l’umanità ha avuto della loro presenza.
Così sono venuto a sapere che il nome con il quale li conosciamo in italiano e' stato coniato dall’alchimista svizzero Paracelso. Lui ha battezzato questi folletti che hanno il compito di custodire tesori nascosti col nome di “gnomi” (dal greco gnosis = conoscenza) attribuendo loro il carattere di “forme elementari della Terra”, intesa come uno dei quattro elementi assieme all’Aria, all’Acqua e al Fuoco.
Ma già molto prima di Paracelso gli antichi parlano di Pigmei, un popolo di nani che viveva ai confini dell’Indostan e dell’Etiopia. Per alcuni autori i Pigmei vivevano in dimore fatte di gusci d’uovo, per altri, come Aristotele, costruivano tane sotterranee e le loro terre erano invase da stormi di gru. Ricordo una splendida carta geografica, credo del ‘600, conservata presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano: più o meno al Polo Sud sono raffigurati dei nanetti che combattono contro grossi uccelli e la scritta esplicativa dice:”Qui vive un popolo di pigmei che ha continua lotta contro le cicogne”.
Secondo alcune credenze magiche gli gnomi sono spiriti di natura in libertà (cioe' non dipendenti dagli spiriti superiori) e operano per la tutela dell’intelligenza dell’uomo.
Figure che paiono essere la versione in scala ridotta dell’umanità, più o meno piccole a seconda dei luoghi e dei tempi, popolano da sempre la fantasia dell’uomo e le viscere della terra. Gnomi, nani e nanetti – minatori e giardinieri – figure isolate o popolazioni intere, hanno rappresentato la piccolezza dell’uomo rispetto alle forze della natura o rispetto ad un potente invasore – vedi Re Laurino – ma soprattutto la spiegazione a strani scherzi della natura: hanno dato un corpo alle mille possibilità di vita che si nascondono là dove il nostro occhio non può arrivare.
Nel 1605 il vicentino Cicogna (guarda caso, si chiama proprio così!) scriveva: “Gli spiriti detti Silvani, Fauni, Folletti, Farfarelli, ovvero spiriti familiari […] appaiono sempre piacevoli, benigni et amorevoli con l’uomo et fanno professione di mai non ingannarlo, ma solamente piuttosto di burlare e scherzare e farli ancora giovamento e darli molto diletto…”
La forma di uomini piccolissimi ma bellissimi e' comune ai folletti della tradizione italiana quando assumono un corpo. A differenza dei loro cugini d’oltralpe, che sono vecchi e talvolta molto brutti, quelli più meridionali hanno spesso l’aspetto di bambini piccoli, fantolini, ma sempre col cappuccio rosso in testa. Questo quando non ricordano i loro antenati di età classica, come il Linchetto che pare essere un pronipote dei fauni descritti da Orazio.
Abbiamo così il Lauro, originario delle Puglie, il Massariol del Veneto, i Monacielli di Napoli e tantissimi altri.
Ma i più vicini all’aspetto degli gnomi alpini che hanno stuzzicato la mia fantasia sono i Nani Metalliferi del Piemonte (alti circa il doppio degli gnomi: 50 cm), gli Orchons del Biellese e della Valle d’Aosta con i volti grinzosi come mele al forno, i Nani glabri delle Dolomiti, corpulenti e vestiti con abiti da montanaro.



Per dirla con Tolkien, esistono volontà e poteri reali, indipendenti dalla mente e dai propositi degli esseri umani… In Scozia sono i Brownies (omini servizievoli di colore marrone scuro) a visitare le fattorie di notte per collaborare alle faccende domestiche mentre la famiglia dorme. Ma non sempre si limitano a questo. Stevenson affermava di aver addestrato i suoi Brownies al lavoro letterario. Quando il grande scrittore sognava, questi scuri spiritelli gli suggerivano temi fantastici come quello del Dottor Jekill e Mr. Hyde.
Fantasie? La mia gatta d’un tempo spesso seguiva con occhio attento “qualcosa” che apparentemente si muoveva a mezz’aria e che io non riuscivo a scorgere. Lo “vedeva” passare, lo vedeva fermarsi, lo studiava con attenzione fino a quando scompariva.. E poi, non succede anche a noi di veder ogni tanto, con “la coda dell’occhio”, qualcosa che la nostra mente non riesce e non vuole percepire? Un movimento furtivo, soprattutto nei boschi… e non abbiamo fatto tutti l’esperienza di oggetti che scompaiono per poi ricomparire dopo giorni e giorni come se qualcuno li “avesse presi in prestito”? C’e' molta vita rasoterra, basta guardare…

Con il mio amico Filippo Cattaneo abbiamo, per così dire, guardato “rasoterra”, abbiamo visto il nostro mondo da un’altra angolazione, ci siamo immedesimati negli gnomi e abbiamo inventato un film su di loro.



Purtroppo la nostra sceneggiatura, che voleva essere una favola ecologica, non ha trovato i fondi necessari per essere realizzata cinematograficamente.

Ma e' rimasta qualche foto dello gnomo Mugo che ci ha tenuto compagnia per mesi. E poi studi, disegni (una mostra al Centro Lavoro Arte di Milano). (altri disegni gnomi). E tante storie nonché cinque interviste allo gnomo di nome Mugo realizzate per la RAI e andate in onda nel gennaio-febbraio 1994 all’interno del programma per bambini intitolato RADICCHIO.
Una parte della trama del film, trascritta in forma di favola narra di 5 gnomi capitati per caso a Milano ed e' finita in un libricino realizzato in due formati, uno adatto agli gnomi e uno, più grande, pensato per noi umani. (foto dei libri e portalibri). Un altro di questi libricini rilegati in pelle da abili artigiani contiene le ricette degli gnomi di montagna.
Da tempo sto raccogliendo informazioni sulle piante spontanee che sono alla base dell’alimentazione gnomica (erbe aromatiche, fiori da mangiare, frutti selvatici, bacche, funghi, tuberi e insalate). Sto elaborando un calendario della raccolta che consenta di trovare (e riconoscere) in ogni stagione un piccolo tesoro della natura. E poi vi dirò anche come cucinare tutte queste succulente materie prime. Tra non molto questo manuale di cucina gnomica sarà pronto – vi terrò informati!





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