Casaorbán


Tre spettacoli teatrali, più due mostre collettive di scultura pittura e fotografia, hanno inaugurato qualche anno fa la nuova casa Orbán nel Comune marchigiano di Ostra.

Tre serate che i partecipanti, accorsi numerosi, hanno vissuto con grande piacere, apprezzando l’alto livello delle proposte artistiche ma anche la particolare atmosfera che tutti i presenti hanno contribuito a creare e che rendeva possibile, nella massima scioltezza, interessanti conversazioni con gli attori fuori dai rituali dei complimenti in camerino e confronti incrociati su temi che andavano dalla particolarità del paesaggio marchigiano (così presente data la posizione panoramica della casa) alle risorse artistiche e culturali, non sempre valorizzate al massimo, del territorio. Questi eventi, e la sollecita adesione allo spirito delle serate, hanno sciolto ogni riserva in un gruppo di amici che hanno deciso di dare vita ad una associazione culturale, denominata “casaorbán”, capace di proseguire nel solco tracciato da questi primi incontri.

“Incontri” è anche la parola chiave dalla quale siamo partiti. Incontrare pittori e musicisti, scrittori e attori, promuovere un modo nuovo per entrare in contatto con loro. Artisti marchigiani e artisti stranieri: farli incontrare tra loro. Musicisti e scultori, attori e ballerini: suggerire punti di convergenza che, col tempo, possano dar vita a momenti spettacolari liberi dai confini che separano forme e suoni, gesti e parole. Contaminazioni consentite dalla reciproca curiosità, dalla contiguità tra processi creativi sviluppatisi in ambiti diversi.

Casaorbán ama definirsi “libera associazione di idee” puntando con questo a sottolineare che si tratta di un luogo, una “casa” nella quale le idee, gli spunti più diversi, i progetti da realizzarsi o già realizzati trovano asilo in totale libertà, ma indicando anche, con questo gioco di parole, la ludica disponibilità agli incontri conviviali improntati ad una frizzante e prolifica leggerezza.


L’articolo 2 della associazione recita:

-scopo-

a) L'associazione è apolitica e non ha scopo di lucro. Essa, ha per finalità la realizzazione e la diffusione di attività culturali relative a tutte le forme di arte, mediante la sponsorizzazione e l'organizzazione di eventi, idonei a promuovere la conoscenza delle realtà culturali del territorio e ad arricchire il ventaglio degli spettacoli proposti al pubblico locale . Per il miglior raggiungimento degli scopi sociali, l'associazione potrà gestire spazi pubblici e privati per spettacoli, mostre e altre manifestazioni pubbliche nonché momenti didattici quali stage, rivolti all’avvio, e al perfezionamento di pratiche artistiche.


Il 14 settembre 2012 , presso la Rotonda a mare di Senigallia, casaorbán presenterà la compagnia PianoinBilico che metterà in scena la commedia di Davide Carnevali “SACCARINA”.

Questa serata vuole essere un primo assaggio di quella che dovrebbe diventare, con l’aiuto del Comune di Senigallia e di alcuni sponsor privati, un festival teatrale dedicato alle giovani compagnie italiane.
Il progetto della rassegna teatrale “Giovani compagnie” – direzione artistica di Péter Orbán e Silvia Giulia Mendola - nasce dalla collaborazione tra l’associazione culturale casaorbán e la Compagnia PianoinBilico.
L’idea è quella di creare un appuntamento, capace di ripetersi anno dopo anno, dedicato alle giovani compagnie teatrali.
Molti giovani attori ben avviati in una carriera che li vede calcare le scene dei grandi teatri italiani, collaborando con le maggiori compagnie sotto la guida dei più prestigiosi registi, sentono da tempo il bisogno di creare, in parallelo alla loro carriera “maggiore”, momenti teatrali diversi, più personali, indipendenti ma non necessariamente “sperimentali” nel senso, spesso ostico e oscuro, che si è voluto attribuire a questa parola nei decenni scorsi.
Sono nate così giovani compagnie che hanno dato l’occasione a registi della nuova generazione, spesso formatisi prevalentemente come attori, di mettere in scena spettacoli nuovi, nati, in molti casi, in diretta collaborazione con giovani autori e drammaturghi che nei circuiti maggiori non avrebbero avuto ancora l’occasione di arrivare al pubblico coi loro testi.
La possibilità di assistere agli spettacoli di questi giovani professionisti, cogliendoli nella massima espressione della loro attività “in proprio”, dovrebbe proiettarci in quello che sarà il teatro italiano delle future stagioni. Se gli incontri senigalliesi avranno modo di ripetersi negli anni, gli spettatori potranno dire – in un futuro non lontano – di aver visto quasi tutte quelle che allora saranno le più eminenti personalità teatrali nella fase iniziale (o quasi) della loro carriera.



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