Biografie

In passato mi è capitato di fare, come si dice in gergo, “il negro”, ovvero di scrivere dei testi destinati, al momento della pubblicazione, ad essere attribuiti ad altri. Non posso certo citare le personalità che hanno delegato a me, tramite il loro editore, di scrivere prefazioni o commenti. Non sarebbe corretto.
Ma ultimamente mi sono proposto di mettere la mia capacità di organizzare un testo al servizio di persone poco o per nulla famose.
Le vicende delle persone “comuni” non sono mai comuni. Certo, per un certo verso accomunano un gran numero di biografie, ma contengono sempre – al di là del valore collettivo e sociale – una verità personale, una specificità che merita di essere individuata e raccontata.
E il racconto (organizzato e coordinato) aiuta a ricostruire un percorso esistenziale, ripristinando un consapevole rapporto di causa ed effetto tra incontri casuali, incidenti, coincidenze apparenti, vicende storiche da un lato e il terreno di fondo di ogni singolo individuo dall’altro, fatto delle caratteristiche individuali, delle “vocazioni”, delle aspirazioni, dei sogni.

La vostra vita: un libro!



Voi mi raccontate la vostra storia e io la faccio diventare un libro.
Protagonisti sarete voi, oppure vostro padre, vostra nonna, la vostra famiglia, e con essa il vostro ristorante, la vostra vigna/il vostro vino, la vostra attività e il vostro impegno inseriti in un più ampio contesto storico e sociale.
“La storia siamo noi” canta Francesco De Gregari e un programma televisivo ha ripreso il titolo della sua canzone per dire quanto la storia sia un organismo collettivo, la somma di mille sforzi, mille idee e progetti.
E allora anche una piccola storia individuale o familiare diventa l’espressione di un’epoca.
Perché non lasciare in eredità a figli e nipoti il racconto di “come è andata”?
La ricostruzione degli eventi che hanno portato al vostro successo (come professionisti o imprenditori o amministratori, come genitori o membri di una qualche organizzazione, come sportivi, come persone ricche di esperienza o protagoniste di una vicenda straordinaria), corredata da fotografie e documenti, potrebbe anche rappresentare un omaggio per i vostri clienti, uno stimolante contributo alla memoria collettiva del vostro quartiere o della vostra città.

Influenzati e influenti abbiamo tutti contribuito alla storia e abbiamo, ognuno a modo suo, interpretato lo spirito del nostro tempo e lo abbiamo rappresentato. Nella storia dei nonni troviamo il sapore di epoche passate, di consuetudini ormai desuete, ma troviamo anche le origini di quanto è successo in seguito, di quanto ci sta succedendo.
Nella storia di chi ci ha preceduto possiamo scoprire lo spunto originario o l’evento chiave che ha poi determinato l’evolversi della nostra vita. E la stessa cosa vale per chi viene dopo di noi: la nostra testimonianza di oggi potrà risultare illuminante per coloro che ci seguiranno.

La collaborazione che vi offro per realizzare insieme un libro ( da stamparsi in tre copie, o trenta o mille) si basa sulla mia esperienza editoriale sia come autore che come coordinatore del lavoro redazionale.

La realizzazione del libro si divide in tre momenti.
- Inizialmente io vi intervisto, vi pongo delle domande, mi faccio raccontare la vostra storia, registrandola sul magnetofono. Mi faccio dare anche delle fotografie, delle lettere, dei documenti che possano aiutarmi a capire meglio il concatenarsi dei fatti narrati, l’aspetto dei protagonisti e dei luoghi della vostra vicenda umana. Eventualmente posso avviare una ricerca che chiarisca alcuni punti controversi (consultando atti notarili o giudiziari, certificati di nascita o di morte, articoli giornalistici ecc.)
- A questo punto, dopo aver fatto mio tutto questo materiale e dopo aver cercato di dargli una forma narrativa (ipotizzando un spunto di partenza e individuando un filo che leghi tra di loro gli episodi rievocati e guidi il lettore all’interno del vostro mondo), torno da voi per sottoporvi le mie idee e per avere ulteriori delucidazioni alla luce della forma che va prendendo il racconto.
- Passo quindi alla stesura del libro, corredandola eventualmente di illustrazioni (foto, cartine ecc.). Studio il titolo e la copertina e dopo la vostra revisione – do alla stampa la vostra/nostra opera.

A questo punto voi potrete disporre come meglio vorrete delle copie che riterrete di ordinare. Tutti i diritti dell’opera saranno e rimarranno vostri. Naturalmente potrete far approntare nuove copie del libro anche in un secondo tempo dovendo affrontare solo le spese vive per ogni singola copia ordinata.
Al momento del nostro primo incontro potrò fornirvi un preventivo di massima delle mie spettanze e dei costi tecnici. Il preventivo preciso e definitivo vi verrà fornito quando , nella seconda fase dell’operazione, risulterà chiara l’entità del lavoro (lunghezza del testo, difficoltà nelle eventuali ricerche ecc.)



Molti anni fa mi è stata commissionata la biografia dello scrittore Herman Melville, quello, per intenderci, di Moby Dick.
Il libro sulla vita dello scrittore americano (per la cronaca: pagato ma mai pubblicato a causa di cambiamenti subentrati nei programmi editoriali del committente) cominciava così:

Immaginate di imbarcarvi su una grande astronave che lasci la Terra per un viaggio di anni e anni nello spazio. Immaginate di dover esplorare angoli sconosciuti dell’universo, di dover affrontare mostri giganteschi dalle fauci irte di denti lunghi un palmo e dotati di una inquietante intelligenza quasi umana. Immaginate ora di dover fare questo viaggio senza disporre di alcuno strumento che vi permetta di mettervi in contatto col vostro pianeta di origine: mentre voi viaggiate fuori dal mondo, guerre e rivoluzioni possono sconvolgere il vostro paese, malattie e dispiaceri cancellare dalla faccia della terra i vostri cari, e questo senza che ve ne arrivi la minima notizia.
Centocinquanta anni fa imbarcarsi su una baleniera americana che facesse rotta verso le zone di caccia tropicali corrispondeva più o meno a tutto questo. La nave veniva stivata di viveri e acqua dolce sufficienti a navigare per anni senza il bisogno di far scalo in nessun porto e l’equipaggio, una trentina di uomini sotto la guida di un capitano cacciatore, signore assoluto dell’impresa, si concentrava sull’unico scopo di uccidere quante più balene fosse possibile e riempire tutte le botti del prezioso olio che se ne ricavava. Su leggere lance i balenieri si buttavano all’inseguimento del feroce capodoglio nei mari di Giava, al largo della solitaria isola Flanning, ai remoti Mulini del Re, ai confini della terra. Seguendo la sua preda la nave baleniera esplorava mari e arcipelaghi di cui non esistevano che carte approssimative, gettava le ancore in porti selvaggi o al largo di spiagge irte di giavellotti.
[…] Se Herman Melville non si fosse imbarcato come baleniere a ventidue anni, non avremmo forse mai avuto il grandioso scrittore che quell’umile e anomalo marinaio riuscì ad diventare inventandosi un percorso di vita tutto suo (“la baleniera è stata la mia università” soleva dire Melville).
Certo, non tutti noi, né i nostri padri o nonni, hanno vissuto vite cosi avventurose, ma non è stato forse sempre un salto nel buio l’ingresso nella vita adulta, non lo è, sempre, anche il matrimonio o la scelta di un lavoro, la messa in opera di un qualsiasi progetto?